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03/07/2003

RIEPILOGANDO

Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani vennero accusati nel luglio 1988 di essere responsabili di un omicidio avvenuto 16 anni prima, nel 1972.
A quel tempo essi avevano partecipato del movimento Lotta Continua, una delle più popolari formazioni nate dopo le contestazioni del "68, di cui Sofri era il maggior esponente e che si sciolse nel 1976. Nel 1988, Leonardo Marino, anch'egli ex militante di LC, raccontò ai giudici di essere stato una delle due persone che sedici anni prima avevano ucciso il commissario di polizia Luigi Calabresi davanti alla sua casa di Milano. Marino disse che a sparare al commissario era stato Ovidio Bompressi e che i due avevano ricevuto l'ordine di compiere l'omicidio da Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani. I tre vennero arrestati e poi scarcerati in attesa del processo e si dichiararono del tutto estranei all'accusa. La storia raccontata da Marino, alla prova di fatti e confronti, cadde da subito tra moltissime contraddizioni, incongruenze, smentite e rettifiche, la più plateale delle quali riguardò l'unico dato che riguardava Pietrostefani. Al processo, iniziato nel 1990, emerse poi casualmente che Marino aveva intrattenuto colloqui notturni e non verbalizzati con i carabinieri, molti giorni prima della sua presunta "spontanea" confessione. Il processo si concluse con le condanne a 11 anni per Marino e a 22 anni per le persone che aveva accusato, malgrado nessuna prova si fosse aggiunta al suo racconto. Da allora si sono susseguiti otto processi, con esiti contraddittori. Le Sezioni Unite della Cassazione, nel 1992, hanno annullato le condanne, chiedendo che si trovassero dei riscontri seri alla versione di marino, o che si assolvessero gli imputati. Un processo d'appello, nel 1993, ha assolto tutti gli imputati, non credendo a Marino nemmeno per quel che accusava se stesso. Ma un giudice che aveva votato contro l'assoluzione ha stilato le motivazioni della sentenza in modo incongruo per ottenerne l'annullamento, cosa che è avvenuta. Di un altro processo, nel 1996, sono emerse gravi pressioni e abusi del presidente della corte per ottenere la condanna degli imputati. Abusi sanciti da un'indagine della procura di Brescia, ma che non sono stati sanzionati in alcun modo. Nel gennaio del 1997 Sofri, Bompressi e Pietrostefani hanno subito una condanna definitiva e sono entrati in carcere a Pisa. Marino ha avuto il reato prescritto senza scontare un giorno di carcere. I tre si sono consegnati al carcere, Pietrostefani addirittura tornando da Parigi dove lavorava. Per altri due anni e mezzo la loro difesa si è battuta per ottenere la revisione del processo, portando nuove e clamorose prove della falsità dell'accusa. La revisione è stata accettata nell'agosto 1999 e i tre scarcerati, dopo due anni e sette mesi. Bompressi era libero da pochi mesi per l'aggravamento della sua salute dovuto alla detenzione. Al processo di revisione, svoltosi a Venezia tra la fine del 1999 e l'inizio del 2000, è stato dimostrato definitivamente il torbido percorso della "confessione" di Marino, nonché l'estraneità di Bompressi, e la fallacia dei sostegni delle sentenze di condanna. Ciò malgrado, i giudici veneziani hanno ritenuto di riconfermare le condanne, nello stupore di chi aveva seguito il processo e hanno ordinato il ritorno in carcere dei tre, ventotto anni dopo i fatti contestati. (sofri.org)
sproloquio di nebbiakiller alle 22:08:14 3 Commenti

03/07/2003

LO SPORT PIU' BELLO DEL MONDO

Vedo siti come questo o foto come questa e mi chiedo, con le lacrime agli occhi, cosa si aspetti a rimettere in piedi un torneo. Ci sono pure novità come questa.
sproloquio di nebbiakiller alle 22:02:10 Commenta:

03/07/2003

NON SO SE LO DICO

Vorrei dire che c'è gente che sostiene che la monogamia sia una manetta mentale cattolica, non un atto puro. Vorrei dire che la purezza non è quotata in borsa ma qui a nebbiakiller qualcosa vale.
Vorrei dire che puro è il mio odio per Berlusconi. Che muoia. Vorrei dire che chi è favorevole alla pena di morte, evidentemente, non è mai stato ucciso. Vorrei dire che "evidentemente" è un avverbio. Vorrei dire che qui a nebbiakiller l'avverbio preferito è "vagamente". Vorrei dire che ho la vaga sensazione di essere rimasto l'unico a doversi laureare, al mondo. Vorrei dire che la laurea è una cagata pazzesca, meglio lavorare da subito e fare corsi di formazione mirati. Vorrei dire che "La corazzata Potemkin" è una cagata pazzesca. Vorrei dire che io "La corazzata Potemkin" non l'ho mai vista ma Gino ce l'ha sicuramente. Vorrei dire che Gino è verde. Vorrei dire che il giardino del mio vicino non è poi così verde ma c'è un fungo di un metro che mi sorride ogni volta che passo. Che la smetta. Vorrei dire che è ora di smetterla.
sproloquio di nebbiakiller alle 10:13:09 1 Commento